COMUNICATO ESODI E SELEZIONI: LA RAI SOSPENDE LA TRATTATIVA

L’accordo firmato il 4 luglio 2013 prevede che le parti entro il 30 settembre 2013 avrebbero dovuto verificare il raggiungimento di ulteriori 100 uscite volontarie per scongiurare l’attivazione della legge 223/91 sui licenziamenti collettivi.

 

Per lo Snater, che ha sottoscritto l’accordo del 4 luglio 2013, l’eventuale attivazione della legge sui licenziamenti collettivi, in RAI, è inesigibile anche per quanto accaduto nell’incontro di oggi.

 

Il ruolo di questo Sindacato in tutta la trattativa sugli esodi è sempre stato quello di scongiurare la possibile applicazione della legge 223/91 al contrario di come avrebbe voluto, sin dal novembre 2012,  la Direzione Generale.

 

In tutta la trattativa lo Snater ha preteso, per poter apporre la propria firma, che le fasi volontaristiche (accompagnamento alla pensione e incentivazione all’esodo volontario) fossero a monte dell’eventuale apertura della procedura sui licenziamenti collettivi.

 

Già nel comunicato del 18 luglio 2013 lo Snater aveva pressato l’Azienda a svolgere pienamente il suo ruolo in tutte le varie fasi applicative dell’accordo.

 

Nel verbale di incontro del 1 ottobre 2013 la Rai si è impegnata a comunicare alle cinque OO.SS. il raggiungimento dell’obiettivo delle ulteriori 100 uscite volontarie, poiché ciò non è accaduto, l’Azienda oggi avrebbe comunicato numeri inferiori.

 

Lo Snater da settimane sta raccogliendo segnalazioni da parte dei lavoratori interessati che molte cose non stanno funzionando infatti, partendo dai dati comunicati il 1 ottobre 2013, ad oggi risulta che:

–          dei 37 colleghi che hanno manifestato la disponibilità di accedere all’accompagnamento alla pensione nessuno  è  stato chiamato perché l’Azienda non è ancora riuscita ad attivare la fideiussione necessaria per l’applicazione dell’art. 4 della legge Fornero.

–          delle 103 richieste di adesione all’iniziativa di incentivazione all’esodo solo poche decine hanno già la firmato la transazione, altri non sono stati ancora contattati (forse perché ritenuti indispensabili?), altri ancora, che pur non avendo ancora i requisiti per la pensione vorrebbero comunque lasciare anticipatamente l’Azienda, sono stati messi in coda a tutto il processo di incentivazione.

 

Non è che le poste in gioco per l’incentivazione all’esodo non sono sufficienti?

 

Oggi era l’occasione per lo Snater di inchiodare l’Azienda ad un cambio di rotta e a provare la sua reale volontà di non utilizzare la legge sui licenziamenti collettivi. Il recente accordo di alcune sigle sindacali prevede lo spostamento di decine di colleghi di Rai Pubblicità in Rai e la dichiarazione di ieri del D.G. Gubitosi in Commissione di Vigilanza sui risultati della raccolta pubblicitaria in crescita che indica la performance della Rai come migliore rispetto agli altri players, dimostrano la non sussistenza dello stato di crisi della RAI.

 

L’accordo sottoscritto, gli affidamenti tra le parti al tavolo e le considerazioni di cui sopra dicono chiaramente che non è necessario attivare la 223/91.

 

Oggi, data in cui era prevista la verifica sugli esodi per poi dichiarare scongiurato il pericolo dell’attivazione degli esodi non volontari, l’Azienda ha sospeso la trattativa in seguito all’abbandono del tavolo di confronto della delegazione dell’UGL che ha posto una pregiudiziale rispetto alle presunte dichiarazioni del D.G. (non smentite al tavolo dall’Azienda) in merito alla comunicazione data ieri a CGIL, CISL e Uil sull’imminente cambio del Direttore del Personale.

 

Le motivazioni della pregiudiziale sono dallo Snater pienamente condivise, in virtù del fatto che tutta la trattativa sugli esodi (quindi anche gli affidamenti su di essa) ha visto l’attuale Direttore del Personale Luciano Flussi attore principale assieme alla sua Delegazione degli Affari Sindacali. Ciò non di meno la delegazione dello Snater non ha ritenuto di lasciare il tavolo della trattativa per non perdere l’occasione di trovare insieme alla controparte tutte le iniziative necessarie per concludere positivamente l’accordo.

 

L’annunciato cambio del vertice della Direzione del Personale, prima della chiusura di questa delicatissima fase e quindi della scongiura dei licenziamenti collettivi, pone, ora, seri dubbi sulla tenuta dell’intero accordo.

 

Il Segretario Nazionale

     Piero Pellegrino

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